domenica 27 settembre 2009

Proposta INDECENTE

Ancora un nulla di fatto, questo è quanto è emerso dall'incontro avvenuto Mercoledì scorso presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
Il piano industriale che la Lames ha presentato è stato una vera e propria presa in giro, tant'è che il piano presentato prevede il reimpiego di 35 unità, per la produzione dei soli carrier, da dislocare presso un altro capannone nella zona industriale di San Nicola di Melfi, e forse, come dice il Ministero di qualche altra decina di lavoratori se la Lames o chi per lei decidesse di suo buon cuore di produrre gli alzacristalli della grande punto, si perchè i sig.Pellegri indendono vendere l' attuale stabilimento per intascare un pò di soldi, lo vendono a soli 12 milioni di euro.
Ma con quali soldi è stato costruito questo capannone, ve lo siete mai chiesto?
Bè la risposta è semplice, con i soldi della regione Basilicata, ora il fantomato imprenditore è libero di venderlo e fare così un pò di soldi, FACILE FARE L'IMPRENDITORE COSI'.
Si è previsto, sempre presso il Ministero, anche un piano di reindustrializzazione, che racchiuso in parole povere, dovrebbe venire, forse come una manna dal cielo, un altro imprenditore, che sovvenzionato nuovamente dalla regione Basilicata, dovrebbe acquistare nuovamente il capannone, ( COSi' LA REGIONE QUEL CAPANNONE E COME SE LO COSTRUISSE DUE VOLTE ) ed assumere il 50 % degli operai che rimarrebbero a casa, fino ad un ipotetico riassorbimento totale.
Ora le domande sono:
  1. Per quanto tempo la FIAT utilizzerà i carrier, forse fino ad esaurimento degli attuali modelli, e se così fosse i 35 operai che i Pellegri intendono riassorbire cosa faranno, resteranno nuovamente senza lavoro?
  2. Forse l'attuale proposta è dettatta dal fatto che attualmente non sono in grado di produrre i carrier?
  3. Chi è quell'imprenditore che viene ad investire nella nostra area industriale, e putacaso avrebbe bisogno di circa 70 operai?

ALLORA NOI DICIAMO BASTA A QUESTE PRESE PER I FONDELLI, RESPINGIAMO VIVAMETE QUESTA PROPOSTA SE COSI' SI PUO' DEFINIRE.

Il ministero e la Regione Basilicata hanno l'obbligo di schierarsi dalla nostra parte e non solo dalla parte dei fandomatici imprenditori.

Vogliamo la garanzia del lavoro e non molleremo fino a quando essa non ci varrà data, la nostra lotta continua e saremo nuovamente a Roma a gridarlo a gran voce il giorno 30 Settembre.

Inoltre una manifestazione sarà organizzata domani Lunedì 28 Settembre davanti i cancelli della SATA di Melfi.

lunedì 21 settembre 2009

Sensibilizzare l'opinione pubblica

Nella giornata di ieri 20 Sett. è stato effettuato un piccolo presidio presso la Villa Comunale della Città di Melfi al fine di sensibilizzare la cittadinanza al problema che oggi attanaglia la Lasme ma che domani potrebbe interessare l'intero comprensorio di San Nicola di Melfi.
Uno degli slogan che ha caratterizzato la giornata, utile anche alla raccolta fondi, cita:
" LE LOTTE CHE SI PERDONO SONO QUELLE CHE NON SI FANNO"
La dice lunga sul proseguio della nostra battaglia che terminerà solamente quando avremo raggiunto il nostro obbiettivo:
LA RIAPERTURA DELLA LASME ED IL REINTEGRO AL LAVORO DI TUTTI I 174 LAVORATORI.
Ricordiamo nuovamente che domani alle ore 13:00 saremo davanti i cancelli della SATA per la distribuzione di volantini per ricordare a tutti che gli operai della LASME non mollano.

giovedì 17 settembre 2009

Nuovo slittamento incontro presso il Ministero

Oggi per l'ennesima volta, siamo venuti a conoscenza che l'incontro previsto per il giorno 21 è stato nuovamente rinviato a causa dell'assenza di una delle sigle sindacali, pertanto è stato spostato per il 23.
Sembra ormai una trafila interminabile, nella quale ci si stà accorgendo che forse qualcuno stà riuscendo nell'intendo di metterci gli uni contro gli altri.
A voce alta ribadiamo che noi dobbiamo essere compatti in questa lotta, e soprattutto non dobbiamo seguire quelle voci che indicano una apertura parziale della Lasme, come è venuto fuori oggi in assemblea.
Noi non ci stiamo a questi giochi a dir poco squallidi, ma soprattutto sulla pelle nostra.
Rivendichiamo il sacrosando diritto di essere rappresentati da persone che sappiano combattere al nostro fianco per un diritto,quello del lavoro, ormai violato.
Al fine di sensibilizzare gli altri operai, nella giornata di Martedì 22 sarà distribuito un volantino nei pressi dei cancelli della SATA, dove verrà ribadito nuovamente cosa chiediamo e cioè il reintegro totale dei 174 lavoratori, non si accetteranno compromessi di alcun genere.

mercoledì 16 settembre 2009

Incontro slittato

L'incontro a Roma presso il Ministero previsto per oggi, è stato spostato a Lunedì 21.
Quali sono le cause di questo spostamento, sarà forse una ulteriore presa in giro da parte della nostra azienda?
Per ora non è dato saperlo, spero che qualcuno ci dia delle spiegazioni.
Come sempre tutti coloro che volessero aderire alla trasferta a Roma sono pregati di dare la propria adesione presso il nostro presidio.

sabato 12 settembre 2009

Nuovo incontro presso il Ministero


Sarà forse il giorno 16 Settembre il giorno decisivo sul futuro Lasme?

A chiedercelo siamo in tanti, visto che in tale data ci sarà un ulteriore tavolo presso il Ministero a Roma dove l'azienda porterà con sè il piano industriale.

La nostra unica voce è stata e sarà RIAPERTURA TOTALE LASME con il reimpiego totale dei 174 lavoratori.

Chiunque volesse partecipare al corteo che si terrà a Roma nello stesso giorno è pregato di dare la propria disponibilità/adesione presso il presidio Lasme.

Esito incontro presso il Ministero del 04 Settembre


L'esito dell'incontro a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo economico, sullo stabilimento di Melfi (Potenza) della Lasme è stato commentato in Basilicata da amministratori, uomini politici e sindacalisti. Per il Presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza, “è necessario stare nel confronto che si è aperto, lavorando per difendere le produzioni e il lavoro in Basilicata. Parallelamente è necessario aprirne uno anche nelle sedi istituzionali (ad esempio nella conferenza Stato-Regioni) sui temi dell’industria e sulla presenza della Fiat nel Mezzogiorno. Il Sud – ha concluso Lacorazza – deve tornare ad essere una priorità dell’Italia”. Il segretario regionale della Fiom, Giuseppe Cillis, in una dichiarazione, si è detto “sufficientemente soddisfatto dell’esito dell’incontro perchè l’azienda ha abbandonato l’idea di chiudere lo stabilimento di Melfi. Tutti, Ministero, Regioni e sindacati, comunque devono continuare a impegnarsi affinchè si possano assicurare nuove produzioni e quindi nuovi posti lavori nella fabbrica lucana”. La Uil e la Uilm della Basilicata, in una nota congiunta, hanno definito “interlocutoria la riunione al Ministero. E’ importante valutare oggettivamente il percorso proposto dal Ministero che prevede nel prossimo incontro la presentazione di un piano industriale dove emergano chiaramente le prospettive di riutilizzazione del sito e di ricollocazione dei lavoratori, con la sospensione della procedura di mobilità fino alla data del prossimo incontro. Esprimiamo – hanno concluso Carmine Vaccaro (segretario regionale Uil) e Vincenzo Tortorelli (segretario provinciale di Potenza Uilm) – cauto ottimismo”.Il consigliere regionale Emilia Simonetti (Prc), in una nota, ha detto che “il ritiro della mobilità per i lavoratori della Lasme, con il conseguente ricorso alla cig, è un primo risultato dell’eroica lotta operaia ma è evidente che l’obiettivo centrale resta quello della ripresa della produzione e con essa del ritorno in fabbrica per tutti i 174 lavoratori perchè è quello che gli stessi lavoratori vogliono e non certo strumenti di ammortizzatori sociali. Ora si tratta di continuare la mobilitazione utilizzando nel migliore dei modi il sia pur breve periodo che ci separa al prossimo incontro del 16 settembre – ha concluso Simonetti – per incalzare la proprietà a definire un piano industriale”.Il segretario generale regionale della Cgil, Antonio Pepe, ha detto che è “necessario che la stessa Fiat intervenga affinchè si possa continuare le produzioni della Lasme 2 nell’area industriale di Melfi. Confermiamo, invece, un giudizio assai negativo sul comportamento della proprietà della Lames che ha prodotto, anche con operazioni al limite del falso in bilancio, la messa in liquidazione di Lasme 2 e realizzerà attività di mera speculazione edilizia nel territorio di Chiavari. La decisione di portare in perdita evidente l’azienda ci sembra volontaria, come ci sembra quantomeno sospetto il comportamento del collegio dei revisori che nella relazione al bilancio si limita a riportare fedelmente la decisione presa dall’azienda senza esprimere alcun giudizio di merito, compito al quale l’organo è chiamato, altrimenti – ha concluso – non se ne comprende l’esistenza e la funzionalità”. Per il segretario generale regionale della Cisl, Nino Falotico, “il vertice di oggi non poteva essere risolutivo perchè la proprietà non era nelle condizioni di presentare una controproposta ai sindacati, ma aver scongiurato la dismissione della fabbrica di Melfi è un primo, anche se parziale risultato, che andrà verificato in sede di presentazione del nuovo piano industriale”. Secondo il segretario generale della Fim Cisl Basilicata, Antonio Zenga, “la trattativa ha preso un abbrivio positivo, si tratta di un passo importante perchè adesso esiste un comune impegno per salvare lo stabilimento. Abbiamo tirato per i capelli un’azienda che qualcuno dava già per morta, ora attendiamo il progetto industriale che la proprietà della Lasme si è impegnata a presentare per esprime un giudizio”.In una nota congiunta, il coordinatore regionale del Pdl, sen. Guido Viceconte, e il capogruppo di Fi-Pdl nel Consiglio regionale, Nicola Pagliuca, hanno espresso soddisfazione per l’obiettivo raggiunto nella prima riunione tenutasi presso il Ministero per lo Sviluppo economico riguardo alla crisi della Lasme. Per questo, ringraziano il Ministro Claudio Scajola ed i suoi uffici per l'apporto sostanziale che per il prossimo 16 settembre, data nella quale è prevista la prossima riunione del tavolo, fa auspicare un risultato finalmente positivo. L’aver tenuto una posizione forte e coesa di tutti i soggetti istituzionali, fino a livello nazionale, ivi inclusi i sindacati, è stato fondamentale per realizzare questo primo significativo obiettivo. Siamo convinti – hanno concluso Viceconte e Pagliuca - che il Ministro Scajola, sempre sensibile alle questioni lucane, saprà mettere in campo ogni utile azione sia nei confronti dell’azienda che della Fiat affinchè si possa scongiurare la chiusura del sito industriale”.

martedì 1 settembre 2009

Roma: 04/09/09 Incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico

Come da comunicato presente presso il presidio Lasme, il giorno 04-Settembre ci sarà a Roma un incontro tra Azienda, Sindacati e Ministro.
Vista l'imèportanza dell'incontro è preferibile essere il maggior numero di persone possibili, le adesioni si possono confermare già da subito presso il presidio Lasme.

domenica 30 agosto 2009







La Lasme rimette in moto la mobilità


La Lasme di Melfi ha annunciato che non sussistono le condizioni per la sospensione della procedura di mobilità per 174 operai. La sospensione era stata oggetto di un'intesa raggiunta nella prefettura di Potenza.
L'azienda dell'indotto Fiat ha spiegato che la sua decisione 'irrevocabile' è legata al “mancato sgombero di tutte le aree interne al perimetro aziendale” da parte dei lavoratori, e quindi al “mancato ripristino dello stato di legalità”.
Dure le parole di condanna da parte dell’Ugl metalmeccanici. “Non condividiamo e condanniamo in pieno l’atteggiamento e le dichiarazioni fatte dai vertici della Lasme ieri mattina. C’era la speranza che nei prossimi giorni tutti i protagonisti di questa difficilissima vicenda – afferma Giuseppe Giordano della segreteria regionale Ugl Basilicata - e cioè, azienda, Governo, sindacati e Fiat svolgessero fino in fondo il proprio ruolo per risolvere definitivamente la questione con la convocazione di un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico".
L’Ugl spiega che la posizione era stata accettata e condivisa in pieno da tutti, compresa la dirigenza Lasme. “Ma ieri mattina – continua l'Ugl - dalle parole si è passato ai fatti. Mentre i sette lavoratori scendevano dal tetto dello stabilimento, l’azienda non rispondeva agli accordi presi e ribadiva la mobilità ai dipendenti. Siamo tutti caduti nello sconforto totale: lavoratori, familiari e tutti noi protagonisti che eravamo presenti all’incontro. Pertanto, chiediamo con urgenza al Prefetto di Potenza di far rispettare ciò che nel vertice si era concordato".

giovedì 27 agosto 2009

Apertura conto corrente bancario

Chiunque volesse contribuire alla buona riuscita della vertenza, può adesso farlo anche attraverso il conto corrente bancario aperto presso la Banca Popolare del Mezzogiorno, intestato a COMITATO LAVORATORI IN LOTTA LASME 2.
Il codice IBAN è il seguente: IT15D0525642100000000914202.
Grazie a chiunque (amministrazioni, privati, ecc...) vorrà contribuire.

giovedì 20 agosto 2009

Lettera anonima agli operai della Lasme pervenuta dalle poste di Genova

Di seguito lettera ricevuta in data 19/08/09 indirizzata agli operai della Lasme.
La lettera è anonima.

"Per Vs. opportuna conoscenza riteniamo che due siano i panorami che abbiamo davanti:
1) Il licenziamento è reale e la proprietà sposta tutta la produzione a Chiavari e sul vecchio terreno della Lames farà una operazione immobiliare da milioni.
2) Il licenziamento è coordinato tra Fiat e Lames.
Comunque i Sig. Pellegri non hanno preso molto a cuore la Vostra situazione visto che per tutta l'estate sono andati sulle loro barche e poi in Svizzera, dove studiano 4 dei loro figli, dove hanno case e soldi.
(....)
Certo hanno costruito lì a Melfi con gli aiuti dello stato e ora vi mollano senza lavoro.
Anche a Chiavari sono stufi soprattutto vedendo di persona l'indecende vita condotta dei fratelli.
Non cedete, unitevi ai Liguri, non permettete di aver arricchito chi è già ricco."

La lettera è presente presso il presidio Lasme.

mercoledì 19 agosto 2009

Lettera ai sindaci del 18/08/09

Ringraziamo la conferenza dei Sindaci di essere promotori di questa iniziativa a sostegno dei lavoratori della Lasme, essendo gli enti locali i primi ad essere toccati dal disagio sociale conseguente alla perdita dell’occupazione.
Voi in quanto rappresentanti delle nostre comunità a cui un cittadino si rivolge quando ha dei problemi.
Ora uno dei problemi principali è la perdita del posto di lavoro.
Il lavoro che come sappiamo dovrebbe essere un diritto garantito dalla costituzione.
Il lavoro permette di crearti una famiglia ti dà una vita dignitosa e soprattutto un futuro.
Ora non avendo più un lavoro abbiamo perso tutto questo e ci rivolgiamo a voi in qualità di primi cittadini per delle richieste e degli impegni precisi.
Chiediamo
Innanzitutto un vero impegno di solidarietà, vorremmo infatti che Vi faceste portavoci in tutti i comuni della nostra situazione essendo consapevoli che oramai non è più solo la lotta di noi lavoratori Lasme ma la lotta di una regione ormai sfruttata e man mano abbandonata, ma anche la lotta di tutti gli operai che sono stati buttati in mezzo alla strada e che continuamente subiscono ricatti.
Vi chiediamo quindi il diritto al LAVORO non l’assistenza e lo gridiamo a gran voce a tutti i livelli istituzionali.
Vi chiediamo anche di far leva verso tutte le istituzioni sia a livello regionale ma anche e soprattutto nazionale perché non si deve permettere questo scempio sui posti di lavoro e che il piano industriale presentato ad Aprile debba garantire anche il mantenimento della componentistica come previsto dall’accordo di programma del 1991 che ha finanziato il progetto di insediamento del sito Ind. Fiat ed indotto con 500 mld d cui 20 mld alla Lasme ( che hanno consentito prima di tutto la costruzione di FENICE ). Il rischio che si intravede se passasse questa logica è che tutto l’indotto verrà smantellato con la perdita di migliaia di posti di lavoro indebolendo tutto il sud ed in particolare la nostra regione già costantemente costretta alla migrazione.
Chiediamo in fine di farVi promotori insieme alla istituzioni regionali di un incontro con i vertici Fiat e del consorzio ACM per conoscere realmente le prospettive industriali e occupazionali di questo sito impedendo che quest’area rimanga semplicemente la pattumiera industriale ( con il funzionamento del termodistruttore FENICE )

Convocazione in Confindustria


La Confindustria di Basilicata ha convocato i sindacati lunedi' 24 agosto, alle ore 16, per un incontro in cui si fara' un esame della vertenza della Lasme, l'azienda dell'indotto della Fiat di Melfi (produce alzacristalli per autovetture) che ha avviato le procedure di mobilita' per i suoi circa 174 addetti dal momento che versa in una difficile situazione di mercato. E' il primo risultato del 'pressing' dei lavoratori che stanno tenendo un presidio ad oltranza davanti ai cancelli della fabbrica. Gli operai, insieme alle loro famiglie, hanno trascorso il Ferragosto davanti alla fabbrica nell'area industriale di San Nicola per chiedere alle istituzioni di fare di tutto per impedire la annunciata chiusura dello stabilimento, assistendo anche ad una messa e pranzando in modo collettivo.
Per non fare mancare il divertimento ai bambini, sono state allestite anche delle piscine gonfiabili per il Ferragosto. La vertenza e' seguita passo dopo passo dalla Regione Basilicata. Il presidente della Regione, Vito De Filippo, che ha espresso ''solidarieta' concreta ai lavoratori della Lasme'', ha invocato un intervento del governo nazionale ''per affrontare le criticita' emerse in questo ultimo periodo nel polo industriale lucano''.

Lettera al Presidente Napolitano

Chi le scrive sono lavoratrici e lavoratori della La.s.me 2 ( di san Nicola di Melfi - PZ ) che fino a ieri ha prodotto alzacristalli per le auto, nella nostra Basilicata una terra che amiamo e che non vogliamo abbandonare come tanti anni fa hanno fatto molti nostri genitori.
Le scriviamo perchè lei più volte nei suoi pubblici interventi ha richiamato la politica a intervenire per il SUD, per i giovani, per il lavoro.
Più volte gli spot slogan della politica hanno parlato gli investimenti per il lavoro e per il SUD.
Più volte abbiamo visto e sentito la politica parlare della nostra splendida terra, la più povera , dove le persone sono costrette ad emigrare anche per curarsi.
Oltre agli spot poi i fatti sono che nonostante le nostre naturali richezze, il petrolio e l'acqua, la nostra regione ha già messo in cassa integrazione 5000 famiglie di operai, donne uomini, mamme e papà.
Pochi giorni fà è toccato a noi ( 180 ), abbiamo visto, con i nostri occhi e sulla pelle dei nostri figli non solo chiudere i cancelli della nostra fabbrica, abbiamo potuto toccare con le nostre braccia di lavoratrici e lavoratori lo sfruttamento e la potenza dei grandi industriali sulla fatica di gente onesta e forse troppo ingenua, abbiamo potuto assistere al furto " IMMORALE " del nostro futuro.
Una persona, un imprenditore ( il nostro ) ha scelto di produrre al nord, nello stesso tempo ha derubato le nostre certezze e il nostro futuro senza aver avuto la possibilità di essere informati, senza aver avuto la possibilità di difesa di un nostro diritto.
Oggi noi siamo qui, fuori dalla fabbrica, senza un lavoro, noi siamo qui senza fiducia e speranza, perchè abbiamo compreso che la nostra onestà, la nostra speranza di una Basilicata migliore, fatta di giovani che hanno scommesso sulla propria pelle è stata smantellata da un atto che pare ormai di dominio pubblico.
Se lei ci guarda, potrà cogliere nei nostri occhi l'amarezza e nello stesso tempo la volontà di non credere più a niente e a nessuno, perchèabbiamo potuto constatare che i colossi, i potenti, i grandi, non si piegano di fronte alla fatica della gente operaia e onesta.
Chiediamo il suo intervento, chiediamo la sua fiducia, chiediamo che si schieri dalla parte più debole della società, dallaparte degli operai che oggi chiedono solo il " Diritto universale al Lavoro ".
Noi chiediamo solo di lavorare onestamente nella nostra terra, un lavoro semplice e onesto, uno sfruttamento sociale che ci permette di vivere dignitosamente e di poter far studizre i nostri figli affinchè per loro il domini sia migliore.
Noi carissimo carissimo Presidente, non ci sentiamo solo donne e uomini dalle braccia forti, noi ci sentiamo persone non solo capaci di produrre, ma anche menti intelligenti e giovani che non si lasceranno rubare da nessuno il futuro.
La preghiamo di intervenire, di non lasciarci soli.

F.to Fraternamente le intelligenze, le braccia, le mamme, i papà della La.s.me di Basilicata.

martedì 18 agosto 2009

Lettera ai comitati festa

Buona sera a tutti,
Ringrazio l’amministrazione comunale e l’organizzazione dell’evento per averci concesso questo spazio.
Io sono un ex lavoratore/trice della Lasme 2 di San Nicola di Melfi.
Dico ex perché la mia fabbrica ha deciso di chiudere i cancelli lasciare 174 persone senza un lavoro.
Noi producevamo alzacristalli per la grande punto e moduli porta.
La proprietà ha deciso di spostare tutta la produzione nell’altro stabilimento di Chiavari in Liguria, e quindi lasciare in mezzo ad una strada tante famiglie con figli e giovani coppie che hanno appena iniziato la loro vita coniugale.
Lo hanno fatto nella maniera più meschina e crudele, l’ultimo giorno comunella consuetudine, siamo stati avvisati sulla data e il turno di rientro, quando invece era già stabilita la chiusura, con l’intenzione durante le nostre vacanze di portarsi i macchinari e il materiale.
Dal primo giorno di ferie stiamo presidiando lo stabilimento giorno e notte perché vogliamo che tutto ciò non avvenga, vogliamo assolutamente che ci venga restituito il lavoro e soprattutto la dignità, siamo persone abituate a lavorare e non vogliamo vivere di assistenza.
Per questo che chiediamo a tutti Voi di unirvi alla nostra lotta, che non è solo una lotta per la Lasme ma la lotta per la vittoria di un territorio, la Basilicata, che siamo stufi di vedere sfruttato e derubato ed è anche la lotta di tutti gli operai che sono stati buttati in mezzo ad una strada, di tutti quegli operai che ricattati hanno subito la chiusura delle loro fabbriche, ma non si sono rassegnati.
L’unica nostra forza è il numero confermata dalla nostra solidarietà,
ADERITE AL PRESIDIO DELLA LASME

Grazie

Convocazione consiglio dei Sindaci

Si terrà oggi alle ore 18:00 presso l'aula consiliare del comune di Lavello, un consiglio dei sindaci dell'area Nord Basilicata.
L'incontro che avrà come tema principale la vertenza Lasme sarà arricchito dalla presenza dei lavoratori Lasme.

martedì 11 agosto 2009

La protesta dei lavoratori di Melfi potrebbe arrivare a Chiavari

La difficile situazione dei 174 lavoratori della Lasme 2 di Melfi, che sono stati licenziati, è arrivata a Chiavari dove la proprietà, che fa capo ai fratelli Pellegri, possiede la Holding Lames, azienda europea per la costruzione dei sistemi di alzacristalli per auto che dà lavoro a 245 dipendenti. La questura di Genova è allertata per le voci che vorrebbero tutti i lavoratori di Melfi licenziati, con le loro famiglie, giungere nel Tigullio per protestare, ipotesi peraltro non esclusa dalle organizzazioni sindacali. "La Fiom segue di ora in ora la difficile situazione - spiega il segretario comprensoriale dei metalmeccanici Cgil Sergio Ghio - sia con il responsabile italiano del comparto auto che con Paolo Davini delegato della Lames di Chiavari, a seguire la situazione della holding creata alcuni anni fa che coordina le attività industriali di Chiavari, Melfi e dello stabilimento in Brasile". "Nella fabbrica chiavarese - spiega Ghio - lavorano 245 dipendenti mentre 35 sono impegnati nella holding. C'é stato un periodo di cassa integrazione di tredici settimane a rotazione, ma ora i lavoratori sono rientrati tutti. Vi sono però stati tagli in questi ultimi anni di circa 50 unità si tratta di lavoratori interinali e a contratto che non sono stati rinnovati".